Parti con il piede giusto: realizza un contract di successo!

Parti con il piede giusto: realizza un contract di successo!

Vuoi realizzare il tuo progetto e stai per richiedere un preventivo chiavi in mano? Non fermarti al primo preventivo, valuta bene il servizio offerto.

Può sembrare scontato ma l’aspetto di maggior rilevanza nella gestione di una commessa è la fase di progettazione e l’attività dell’ufficio tecnico.

Ottimizzando tempi e modalità di progettazione otterrai un miglioramento esponenziale sui costi di tutta la commessa.

E’ in questa fase, quindi, che si crea il valore, non solo economico, ma il valore totale del tuo contract.

contract design

Trovare l’azienda capace di preventivare, fin dalle prime fasi, l’intero progetto, significa partire con il piede giusto!

Per l’ufficio tecnico dell’azienda, supervisionato dal project manager, comincia così il complesso lavoro della progettazione esecutiva, dall’ elaborazione dei disegni alla produzione del prodotto finale.

Talvolta la fase progettuale può essere lunga e molto delicata, soprattutto se parliamo di progetti complessi, continuamente scandita da un confronto con la committenza affinché il risultato finale sia il più vicino possibile alle aspettative del cliente.

falegnameria

Ma tanto è vero che la progettazione è il cuore pulsante della commessa, tanto è importante analizzare in anticipo l’intera gestione della commessa: ecco perché partire con il piede giusto significa trovare l’azienda giusta!

I nostri clienti non valutano il mero costo del preventivo ma sono consapevoli del raggiungimento delle stime pattuite.

Anche se in prima battuta il preventivo sembra allontanarsi dal valore imposto dal mercato, non fermarti ma fai una valutazione globale, a parità di tempi e qualità di fornitura, ma soprattutto cerca l’azienda che sia capace di portare a termine il tuo progetto così come l’hai immaginato tu!

 

Chi è veramente il General Contractor

Devi ristrutturare casa? Aprire un nuovo punto vendita? Ristrutturare uno spazio commerciale?

Che sia una “grande opera” o anche un piccolo intervento di ristrutturazione di un bagno, ti serve un “direttore d’orchestra” per l’esecuzione dei lavori.

Nei lavori di ristrutturazione o di arredo d’interni, il direttore d’orchestra che tutela il tuo immobile può essere associato al ruolo del General Contractor.

general contractor

Inutile elencare i vantaggi nell’affidarsi ad un General Contractor.

In primis avere un unico referente!

Quando si intraprende un lavoro di interni o di un edificio le maestranze coinvolte possono essere tante. Ad esempio: elettricisti, idraulici, serramentisti, carpentieri, posatori di pavimenti, cartongessisti, muratori, imbianchini, montatori d’arredo etc.

Il General Contractor è in grado di coordinare le maestranze, tenendo presente il controllo dei costi che avviene nel rispetto dei limiti di budget complessivo stabiliti dal cliente. Un servizio professionale “sartoriale” a misura delle tue esigenze selezionando il meglio dal mercato ed eseguendo un arredo “su misura”.

Il General Contractor mette a disposizione del cliente tutte le risposte che desidera e la possibilità di esprimere le proprie esigenze ad un unico referente che si occupa di un servizio chiavi in mano, passando dal progetto alla supervisione quotidiana del cantiere, fino alla realizzazione dello stesso.

general contractor

Specialmente in casa capita di frequente che il committente creda di essere totalmente in grado di arrangiarsi senza alcuna figura di consulenza nello scegliere singoli artigiani: si arrangia nella scelta dei materiali, e ancora nelle scelte della distribuzione degli spazi che influenzerà la distribuzione impiantistica, senza avere i veri strumenti di esperienza e preparazione, valutando solamente in base ad un gusto estetico ed un prezzo che inizialmente sembra più contenuto nella presentazione delle offerte dei singoli lavori.

Il committente non del settore, così procedendo, si accorge solamente nella fase di realizzazione in cantiere di quanto sia complesso arrivare ad ottenere i risultati allineati alle proprie aspettative iniziali (ipotizzate in fase di ideazione) e come sistematicamente non sia stato in grado di fare delle valutazioni tecniche che faranno veramente la differenza.

Per tutto ciò è necessaria una struttura di professionisti con le necessarie conoscenze tecniche, capacità logistiche, organizzative e di controllo dei costi.

Ecco perché affidarsi ad un General Contractor!

 

Tendenze arredo cucina 2019

Tendenze arredo cucina 2019

 

L’arredamento cucina 2019 punta su uno spazio open che entra in simbiosi con il living, ampliando l’area in cui si manifesta la convivialità. L’ambiente cucina conferma ormai un trend iniziato anni fa: finiture originali ed eleganti, materiali innovativi che facilitano la pulizia, aumentano la durata e fanno la differenza; dimensioni generose e la capacità di definire in modo pratico le zone di lavoro.

 

Ecco tutte le ultime novità:

Mai come oggi, la cucina è protagonista della casa. Sempre più spesso parte di grandi open space insieme al soggiorno, è la più importante delle stanze. In cucina non si preparano solamente colazioni, pranzi e cene: si consumano i pasti, insieme alla famiglia e agli amici; si racconta la giornata vissuta, ci si dà il buongiorno e poi la buonanotte. In cucina ci si confronta, ci si racconta, ci si confida, si organizzano serate con gli amici e si cucina insieme ai propri figli. Ecco dunque che, insieme all’aspetto della funzionalità – oggi assolto prevalentemente da elettrodomestici di ultima generazione – a contare sempre più è l’estetica.

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Come sarà la cucina di domani?

In risposta alle esigenze del vivere moderno, la cucina si fa sempre più conviviale. È fatta per essere vissuta e mostrata, ora, e – come dimostrano le tendenze d’arredamento cucina 2019 – i designer lavorano per rendere la vita più semplice e pratica, attraverso l’impiego di ante scorrevoli, pannelli richiudibili, scomparti nascosti. Le soluzioni sono studiate per semplificare le operazioni di pulizia, per favorire l’ordine, mentre finiture, materiali e colori si spostano verso un gusto più maschile, che affonda le sue radici nello stile industriale. I materiali top? Pietra e legno, purché naturale e in tonalità fredde.

Cucina: tendenze colori

Non si può parlare di tendenze d’arredamento cucina per il 2019, senza parlare dei colori più in voga. Quali sono le tendenze colori dell’arredamento? I più tradizionalisti possono puntare sulle tinte neutre, che non passano mai di moda: il rovere, le cromie che ricordano la natura (l’oro, l’argilla, il color zenzero), il corda, il verde salvia o petrolio. E poi il blu, che nelle cucine della nuova stagione riveste un ruolo di prim’ordine: capace di donare all’ambiente un tocco d’eleganza vintage, se utilizzato nella sua variante oltremare, regala agli arredi un aspetto giovane e contemporaneo se si accostano tonalità chiare ad altre più scure.

Le tendenze dell’arredamento cucina 2019, così come le tendenze dell’arredamento soggiorno, parlano chiaro: è tempo di accantonare i colori pastello, a favore di tinte accese e decise come il rosa, l’arancione, il rosso scuro.

Due sono gli aggettivi, per la cucina di domani: elegante e industrial. I materiali più amati, come le tendenze d’arredamento cucina 2019 dimostrano, sono robusti e sofisticati: il cemento, il legno, la pietra, il vetro, la ceramica, il metallo. Accostati tra loro, danno vita ad ambienti che sono estremamente eleganti, e pensati per case in cui la cucina è il fulcro della vita domestica.

In genere, ad essere abbinati sono il legno caldo e i materiali scuri, come il marmo nero e la quercia, oppure il legno chiaro e il metallo o il cemento, come se la cucina fosse uscita dal loft d’una grande metropoli. Oppure, un’altra soluzione molto in voga nelle cucine d’oggi, è l’accostamento tra elementi contemporanei e pezzi vintage (un’altra idea di chiara concezione industrial), capace di dare vita a cucine rustiche ma dall’appeal moderno o a cucine contemporanee ma accoglienti.

L’acciaio resiste

Se è amato dai grandi chef, e protagonista delle cucine industriali, un motivo c’è: l’acciaio è ricco di proprietà, e tra le tendenze dell’arredamento cucina 2019 continua a ricoprire un ruolo importante. Non solo è funzionale, infatti: la sua resa estetica è incredibile, specie se inserita in quei contesti industrial (o per meglio dire industrial chic) che oggi vanno per la maggiore. Quali sono i vantaggi di una cucina in acciaio inox? Sicuramente la resistenza, soprattutto alle forti sollecitazioni e all’acqua (ragion per cui è adatto non solo per struttura portante, cappe e ante, ma anche per lavelli e piani di lavoro), l’impossibilità di arrugginire e la durata nel tempo. Oltre che la semplicità di pulizia e la sua attenzione all’ambiente, dal momento che è riciclabile al 100%.

Impiegato nelle cucine di ristoranti, e in quelle pensate per un utilizzo outdoor, oggi l’acciaio inox è protagonista anche della cucina di casa. Ed è un elemento dal design incredibile, luminoso e minimal che – splendido da solo – è perfetto anche se abbinato al legno, la pietra, la resina colorata, il vetro, la ceramica o le cementine decorate.

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Gli elettrodomestici del futuro

Un altro aspetto fondamentale, quando si parla di cucina, è quello degli elettrodomestici. Quali sono le assolute novità del settore? Forni che permettono di eseguire contemporaneamente due diverse cotture, frigoriferi che dialogano con altri elettrodomestici della casa e sono in grado di imparare le ricette o di inviare notifiche, cappe integrate con comandi intelligenti che permettono di visualizzare la temperatura di cottura. E ci sono persino brand che propongono soluzioni ancora più avveniristiche, come le app che permettono di realizzare shopping list condivisibili e di realizzare pietanze degne d’uno chef stellato, o di comandare la cucina semplicemente con la voce.

Manutenzione delle superfici in marmo

Il marmo è una roccia metamorfica composta prevalentemente di carbonato di calcio. Esiste una grande varietà di marmi, con differenti caratteristiche strutturali e cromatiche. Considerato “eterno” in quanto resistente agli urti e alle abrasioni, in realtà il marmo è poroso e sensibile alle macchie e agli acidi. Non è impermeabile e si sporca facilmente. Per questo è importante prendersene cura fin dalla posa, pulendolo con detergenti neutri e trattandolo con prodotti antimacchia specifici.

E’ importante scegliere il prodotto corretto in base al materiale, la sua collocazione (interno, esterno), il tipo di protezione (es.idrorepellente o antimacchia).

L’infiltrazione di sostanze liquide nei rivestimenti interni in marmo è causa di numerosi problemi: è inevitabile che quando si tratta di un bagno o una cucina il marmo venga a contatto con cibi, bevande, saponi, oli, caffè e questo porta alla formazione di macchie la cui totale rimozione può essere difficoltosa o addirittura impossibile. Esistono trattamenti rivoluzionari per la pietra naturale che proteggono marmi, onici e soft quarziti con finitura lucida da macchie e corrosione causate dal contatto con cibi a base acida, senza alterare il colore e le proprietà specifiche della pietra naturale. Inoltre, garantiscono la massima protezione idro e olio repellente contro macchie e corrosione causate da oli e sostanze grasse.

I pavimenti interni possono aver bisogno di una protezione di finitura per preservarli dall’usura superficiale causata dal calpestio frequente o dallo spostamento di sedie e mobili.

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Se si parla di proteggere il marmo dall’esterno, va chiarito subito che l’acqua riesce a provocare danni molto più gravi di quelli che vengono causati da una macchia di sporco o umidità. Il processo di deterioramento dei materiali di costruzione come il marmo è dato proprio dall’infiltrazione di acqua (basti pensare ai danni causati dal ciclo gelo e disgelo). Nel momento in cui la temperatura è bassa se l’acqua riesce ad infiltrarsi attraverso i pori del marmo e nella fase successiva si trasformasse in ghiaccio, si assisterebbe ad un aumento del volume e questo sottoporrebbe il materiale lapideo ad una fortissima pressione dall’interno che a sua volta porterebbe ad un processo di disgregazione. Molto simile al processo appena descritto è quello dell’infiltrazione nel marmo e nei materiali da costruzioni di sali disciolti in acqua.

Questi sali comprendono per esempio i solfati derivanti dalle piogge acide, il cloruro di sodio (antigelo in strada), malte o cementi non appropriati all’uso specifico. Una volta che questi sali vengono trasportati nei pori del materiale dall’acqua, possono cristallizzarsi e aumentare di volume. Inoltre i sali, essendo igroscopici, portano ulteriore umidità, infatti quando si parla di un muro o di un pavimento umido, la causa è proprio la presenza di questi sali e tutto ciò può essere evidenziato da incrostazioni bianche (effiorescenze).

Un buon metodo per verificare se un protettivo è efficace è quello di mettere delle gocce d’acqua sulla superficie del marmo trattato: se in corrispondenza delle gocce il materiale si scurisce significa che l’acqua è penetrata e quindi c’è bisogno di rinnovare il trattamento. Un aspetto da tenere in considerazione è quello che nel caso non si abbia il cosiddetto effetto perla sulla nostra superficie non significa che il prodotto non ha funzionato, questo tipo di effetto solitamente si ottiene nel momento di cui il protettivo sia stato applicato da poco e si riduce nel corso del tempo. Ci sono diversi tipi di protettivi e diversi effetti di conseguenza, alcuni prodotti agiscono senza cambiare l’aspetto visivo del marmo ed il colore. Altri possono avere effetti estetici come l’effetto bagnato che ravviva il colore del materiale lapideo. Anche la quantità di protettivo per marmo da applicare varia a seconda del tipo di finitura Una finitura lucida assorbirà meno di una grezza. E’ consigliabile dare una prima mano e aspettare alcuni minuti: se il materiale assorbe completamente il protettivo occorre dare una seconda mano. Se il protettivo rimane sulla superficie lapidea per più di venti minuti è necessario rimuovere l’eccesso con un panno e non è necessario applicare alcun altro prodotto.

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Tende in tessuto fonoassorbente: funzionalità ed estetica

Quando si parla di tende in tessuto fonoassorbente ci vengono in mente materiali pesanti come il velluto, con trame fitte e coprenti che isolano l’ambiente sia acusticamente che visivamente, non permettendo alla luce naturale di filtrare ed illuminare il nostro ambiente.

In realtà, attualmente, sono disponibili sul mercato nuovi tessuti tecnologici trasparenti e molto leggeri, che permettono il passaggio dei raggi solari e contemporaneamente possiedono un alto coefficiente di assorbimento acustico, fino a cinque volte superiore ad un comune tessuto trasparente per tenda.

tendaggio fonoassorbente ufficio

Questo tipo di stoffa risulta estremamente elegante e perfetta per arredare e separare spazi open space, come ambienti di lavoro condivisi, per garantire estetica e comfort acustico, soprattutto in presenza di superfici riflettenti come vetro, marmo e cemento che possiedono alti tempi di riverbero.

La porosità e la speciale tecnologia di tessitura utilizzata nella produzione di questi tessuti, consente loro di assorbire il suono fino a cinque volte di più rispetto ad altri tessuti per tende trasparenti. Una tenda chiara e trasparente ha un coefficiente standard di assorbimento acustico di 0,15 αw, questo tipo di filati varia tra 0,8 a 0,5 αw.

Inoltre permettono di creare una separazione visiva o collegare diversi ambienti senza cambiarne significativamente la struttura; questa tipologia di tessuti lascia che la luce passi loro attraverso e si adatta a qualsiasi stanza.

I filati utilizzati hanno anche proprietà ignifughe che soddisfano gli standard europei rendendoli di fatto particolarmente adatti al mercato del contract.

tende in tessuto fonoassorbente effetto lino

tende in tessuto fonoassorbente effetto lino

tende in tessuto fonoassorbente

tende in tessuto fonoassorbente

Un ufficio dove tutti vorremmo lavorare

Un ufficio dove tutti vorremmo lavorare

Scopri come migliorare il tuo ambiente di lavoro, stimolando la creatività e la socialità. Il concetto di ufficio moderno si allontana dall’idea classica di spazio dall’aspetto formale e rigoroso, per avvicinarsi all’immagine di un luogo aperto, non più fisso, in cui l’elemento di flessibilità si accompagna ad arredamenti informali e soluzioni creative che spesso riflettono la città e le peculiarità del luogo in cui nascono.

Vi proponiamo alcuni uffici di design, modelli di workplace innovativo: da hub culturale creativo, a centro interdisciplinare e spazio multifunzionale con interni modulari e adattabili.

  1. Un concept di ufficio moderno dal design sofisticato che punta al comfort e all’offerta dei servizi e social events. L’arredamento moderno mixa pezzi di modernariato d’autore con quelli contemporanei. L’idea del progetto è stata quello di creare ambienti separati dove potersi rilassare a seconda del momento della giornata, scandire il proprio tempo stimolando attività ricreative in un ambiente che rappresenta l’eccellenza del design di ieri e di oggi. Canopy, San Francisco

Canopy, San Francisco_2  Canopy, San Francisco_1

  1. Un ufficio che nasce dalla riqualificazione di un ex quartiere industriale. Il progetto trasforma un vecchio complesso di uffici degli anni Sessanta in un centro culturale e workspace di 650 metri quadri. Il complesso include uffici, negozi e showroom indipendenti, meeting room, spazi dedicati ad eventi, workshop e esibizioni. Spicca la facciata esterna del vecchio edificio composta da un mix di mattonelle a vista e piastrelle, con elementi fortemente grafici e ornamentali. Central Parade, Londra

Central Parade, Londra_1  Central Parade, Londra_2

  1. Celebrazione della flessibilità dello spazio lavorativo come elemento chiave del progetto, rivolto alla nuova generazione di lavoratori globe trotter attratti da un concetto di workspace con scrivanie flessibili, meeting room e uffici long/short term. Non più considerato posto fisso, l’immagine dell’ufficio moderno rappresenta il luogo flessibile dove accogliere i lavoratori con bisogni e aspettative diverse. Con arredi attuali e maxi finestre sviluppate in altezza, pavimenti in legno e divani in pelle, gli spazi hanno un potere camaleontico. L’ufficio il martedì sera diventa studio yoga in cui è possibile godere della vista dello skyline della città. Include l’area cucina, bagni con doccia e spogliatoio, cabine telefoniche, reception con uno sharing boardroom. The Great Room, Singapore

The Great Room, Singapore_1  The Great Room, Singapore_2

  1. Un ufficio ispirato a viaggi tra Bali, New York e Jakarta con interni moderni dai colori vibranti che riflettono il mix etno-culturale in una nuova formula di workspace, parte boutique hotel e parte galleria d’arte che si trasforma anche in uno studio di yoga. Gli interni evocativi ed eclettici presentano otto stanze, separate da tende di velluto colorato dietro cui spiccano pareti in sughero, per garantire privacy e raccoglimento. Nella biblioteca a fianco del tavolo comune in legno si trova una gigantesca scultura in marmo che raffigura un elefante incastonato in una struttura di metallo e specchi, importata dalla Nuova Guinea. Kwerk, Parigi

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  1. Situato in un vecchio tea building, questo ufficio moderno, include un complesso di uffici temporanei o permanenti. Lo spazio multidisciplinare offre una varietà di attività extra lavorative e ricreative, con tavoli da ping pong, un’area ristorazione, libreria, caffetteria, meeting rooms e una cucina da condividere. Include inoltre uno studio fotografico con una stampante 3D, studi di produzione e un’area di supporto tecnico aperta 24 ore su 24. Nel ricco social calendar è possibile prenotare incontri e professional meetings con esperti altamente qualificati. Works, Soho Londra

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  1. Nuovo hub culturale nel progetto di riqualificazione del quartiere dove si trova questo ufficio che nasce in un’area in disuso nel quartiere londinese in via di trasformazione, destinato a diventare il nuovo centro specializzato nel campo del tech business. L’obbiettivo è quello di accogliere centinaia di compagnie affermate così come start up per promuovere la crescita globale del settore tecnologico. L’edificio moderno con la facciata di vetro occupa cinque piani con interni inondati di luce naturale e un arredo ufficio moderno con interni in legno e vetro. Central Working, Londra

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  1. Un ufficio che nasce in un centro multidisciplinare specializzato nel campo della moda, arte e cinema. Spiccano gli elementi caldi del legno e un decor caratterizzato da un mix di pezzi vintage e contemporanei. I primi 4 piani sono dedicati a studi fotografici e uffici post produzione, mentre il quinto piano in stile loft offre uno spazio collaborativo interdisciplinare e il sesto è dedicato alla ristorazione e all’intrattenimento con un ricco calendario di eventi aperto ai soli membri. Pring Place, New York

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Rinnovare il bagno in pochi passaggi

Avete voglia di rinnovare il bagno per realizzare un ambiente riposante e confortevole in cui poterci dedicare al relax e alla cura del nostro corpo? Ecco 8 mosse vincenti per dare vita ad un raffinato ambiente contemporaneo!

1. Puntiamo su tonalità neutre

Qualsiasi sia lo stile con cui abbiamo deciso di arredare il nostro bagno moderno, il consiglio è di puntare sulle tonalità neutre per realizzare un ambiente riposante e confortevole: per esempio bianco, beige e grigio.

2. Divertiamoci a scegliere modelli dal design inconsueto

Divertiamoci a scegliere modelli dal design inconsueto, magari anche mixando tra loro stili e forme diverse.

piastrelle pietra lavica

3. Lasciamoci conquistare dalla leggerezza del vetro

Molto amato dagli interior designer, il vetro è una delle tendenze dell’arredo bagno degli ultimi anni, ideale per arredare con leggerezza e amplificare la percezione dello spazio. Potremmo realizzare un’affascinante parete in vero da utilizzare come parete divisoria, in sostituzione alle pareti tradizionali in mattone.

4. In alternativa al vetro, puntiamo sulle superfici lucide

Per creare intriganti effetti prospettici e far apparire più grande un bagno piccolo, in alternativa al vetro potremmo puntare anche sulle superfici lucide, sia nei rivestimenti che per esempio nel box doccia.

piastrelle quadrate bagno

5. Utilizziamo i materiali naturali

Legno e pietra: lasciamoci sedurre dal fascino senza tempo di questi materiali naturali, per arredare con estrema semplicità.

6. Inseriamo elementi di design

In un bagno moderno gli accessori di design non mancano mai: potrebbe essere un rubinetto dalle linee sinuose e seducenti, oppure un piano lavabo minimalista, o ancora un porta asciugamani avveniristico.

7. Non dimentichiamo lo specchio

Un grande specchio è fondamentale per arredare il bagno moderno: permette infatti di far apparire più luminosa e spaziosa la nostra stanza da bagno.

8. Utilizziamo la luce per definire gli spazi

Per rinnovare il bagno la luce è fondamentale per definire gli spazi: soprattutto in un bagno moderno, un’illuminazione calda e capillare può contribuire a creare un’accogliente oasi di relax.

 

piastrelle esagonali decorate  piastrelle posa inclinata

Come scegliere la ceramica giusta per la tua casa!

Stai valutando la possibilità di installare un pavimento in ceramica nella tua casa e sei alla ricerca di consigli in merito a come fare la scelta giusta?

Proviamo ad  individuare la soluzione perfetta per i tuoi ambienti.

Prima di cominciare, però, è importantissima una premessa: la tecnologia delle pavimentazioni in ceramica ha, negli ultimi anni, raggiunto tali livello di eccellenza funzionale ed estetica da poter offrire pressoché qualunque tipo di risposta a ogni esigenza di design. Avrai a disposizione infinite collezioni di ceramiche capaci di offrire una vastissima panoramica in termini di caratteristiche tecniche che di look.

Se non ti senti pronto e sicuro nella scelta, la miglior cosa è affidarti ad un architetto o ad un progettista che sappia capirti e guidarti nella scelta.

Inoltre, rispetto al passato, in cui la ceramica veniva utilizzata solamente per il bagno e la cucina, oggi interi ambienti sono arredati con gusto alternando diverse soluzioni in termini di piastrelle, e dando vita a stanze e locali capaci di differenziarsi sia per performance che per personalità.

piastrelle mutina

Passiamo quindi ai cinque consigli essenziali per individuare la ceramica giusta per la tua casa:

  1. Cucina e bagno, luoghi speciali: ricorda prima di tutto che cucina e bagno sono i soli due ambienti della casa in cui potrai alternare l’utilizzo di piastrelle per pavimenti e rivestimenti, dando vita a locali non soltanto funzionali e altamente igienici, ma anche bellissimi da vedere. Nel momento in cui ti troverai a osservare diverse piastrelle per queste stanze della casa, pensa prima di tutto a dove verranno collocate esattamente: questo ti aiuterà a selezionare il materiale più adeguato. Potrai alternare colori e formati ma anche finiture come lucido oppure opaco, dando vita ad angoli e alzatine caratteristici e fortemente identificanti del “carattere” dei tuoi ambienti.
  2. Piastrelle per sempre: le piastrelle rientrano sempre di più tra le soluzioni di interior design tenute in considerazione dagli architetti per la composizione di interi progetti. Dalla semplicità massima di una posa regolare e monocromatica sino ai grandi formati, dai dettagli a mosaico ai punti di colore, le domande che dovrai porti saranno: quale look dovrà avere la tua casa? Che tipi di arredi sceglierai? Quali colori dovranno dominare?
  3. Budget, un aspetto da non sottovalutare: Prima di orientare la tua scelta verso soluzioni economiche, ricorda che l’installazione – e la sostituzione! – delle piastrelle di casa è un’operazione rapida e indolore se ancora non abiti gli ambienti, ma può rivelarsi piuttosto invalidante se, in casa tua, ci vivi già. Scegliere piastrelle di buona qualità e, dunque, investire sin da subito un budget più adeguato, ti permetterà di non doverti più preoccupare di sostituirle. Perché? Perché un prodotto di buona qualità, e nello specifico una piastrella, dura a lungo nel tempo e mantiene inalterate le sue caratteristiche estetiche e funzionali.
  4. Lo stile di vita della tua famiglia: è un altro aspetto di focale importanza. Se gli ambienti della tua casa sono ad alto calpestio, se con te vivono bambini o animali, se ti dedichi a hobby che possono macchiare o inficiare i pavimenti, come ad esempio la pittura, scegli piastrelle dalla performance adeguata, capaci di opporsi in modo efficace alle sollecitazioni cui verranno sottoposte senza per questo alterare la loro estetica e la loro performance. Resistenti, facili da pulire, durevoli: sono questi i parametri che dovrai necessariamente considerare.
  5. Riflesso della tua personalità: una volta precisati gli aspetti tecnici, come abbiamo fatto finora, non possiamo non concludere ricordandoti che le piastrelle dovranno essere anche e soprattutto voci narranti della tua personalità e del tuo gusto personale, sia in termini di materiali, che di forme, che di colori, che di finiture. Non avere paura di esprimere ciò che ti rende unico e speciale attraverso i tuoi elementi d’arredo, e osa: se le tue piastrelle ti piacciono, sono sicuramente quelle giuste!

ceramiche cucinaceramiche bagno

La manutenzione dei parquet trattati a cera, olio o vernice.

La manutenzione dei parquet.

La manutenzione ordinaria e straordinaria dei parquet trattati a cera, olio o vernice è molto semplice. Il parquet infatti non richiede particolari cure, essendo un tipo di pavimentazione tutto sommato resistente nel tempo.

Pavimento in parquet prefinito rovere.

Manutenzione ordinaria dei parquet verniciati.

Il pavimento verniciato, infatti, ha ricevuto un trattamento superficiale protettivo, che se ben curato, manterrà le sue caratteristiche per lungo tempo, preservando il legno dall’usura e dalla sporcizia e ne manterrà nel tempo caratteristiche e bellezza.

Perché il pavimento in legno si mantenga bello nel tempo è consigliabile osservare alcuni, semplici accorgimenti:
1. Porre all’entrata di casa uno zerbino, per eliminare dalle suole delle scarpe polvere o particelle che potrebbero risultare abrasive a contatto con la superficie del legno;
2. Rimuovere la polvere che si deposita giornalmente, con appositi panni attira-polvere, con scopa a frange o con aspirapolvere;
3. Pulire ogni tanto il parquet con un panno umido e ben strizzato. Per inumidire lo straccio, oltre all’acqua, è possibile aggiungere qualche goccia di detersivo neutro per pavimenti in legno;
4. Da non tralasciare il trattamento periodico con prodotti protettivi – autolucidanti o rilucidabili – a base di resine in dispersione acquosa. Questo va effettuato in base all’intensità di utilizzo e al calpestio del pavimento.
5. Utilizzare sempre dei feltrini sotto le gambe delle sedie.
6. Non bagnare.
7. Pavimenti particolarmente sollecitati potranno essere protetti con apposito POLISH per prefinito.
8. Non usare alcol, ammoniaca o solventi che possano danneggiare la verniciatura.

Questo tipo di accorgimenti, alternati ad una lucidatura anche senza l’impiego di prodotti particolari, è sufficiente a garantire igiene e conservazione nel tempo.

Manutenzione straordinaria dei parquet verniciati.

In una pavimentazione a parquet ciò che può deperire nel tempo è lo strato superiore di vernice. Normalmente nelle aree di maggiore deterioramento la vernice tende a danneggiarsi dopo 6-8 anni. In questo caso si rende necessario l’intervento di un parchettista per togliere lo strato usurato e riverniciare a nuovo il pavimento. Nel caso il danno sia maggiore, sarà maggiore anche lo strato da rimuovere (circa 0,2-0,3 mm). Dopo queste operazioni normalmente il parquet ritorna come nuovo. Un vantaggio delle pavimentazioni in legno è che se adeguatamente trattate e se sottoposte ad una periodica manutenzione sono virtualmente indistruttibili.

Altri interventi di restyling della pavimentazione possono essere, a seconda dei casi:
• la sostituzione degli elementi più danneggiati;
• una nuova levigatura;
• un’accurata stuccatura (nel caso di singole fissurazioni e crepe);
• la carteggiatura (nel caso di piccoli graffi).

Solo in casi eccezionali si può procedere ad effettuare la rilamatura, ovvero una rilevigatura da effettuarsi solo dopo 10-15 anni; l’intervento può essere fatto fino a 7-8 volte sul parquet tradizionale, fino a 2-3 volte con il parquet prefinito.

Manutenzione ordinaria dei parquet trattati a cera.

Perché il parquet trattato a cera si mantenga bello nel tempo è consigliabile osservare alcuni, semplici accorgimenti:

  1. Porre all’entrata di casa uno zerbino, per eliminare dalle suole delle scarpe polvere o particelle che potrebbero risultare abrasive a contatto con la superficie del legno;
  2. Rimuovere la polvere, anche con l’aiuto di un’aspirapolvere;
  3. Pulire ogni tanto il parquet con un panno umido e ben strizzato. Per inumidire lo straccio, oltre all’acqua, è possibile aggiungere qualche goccia di detersivo neutro per pavimenti in legno;
  4. Eliminare le macchie o le eventuali tracce di gomma delle scarpe con lo specifico solvente per cera;
  5. Lucidare periodicamente il pavimento in legno.

Ogni tanto si consiglia anche di rilucidare il pavimento, dopo aver passato un leggero strato di cera liquida su tutta la superficie.

Manutenzione straordinaria dei parquet trattati a cera.

La manutenzione straordinaria del parquet trattato a cera prevede una nuova applicazione di cera, eseguita solo dopo aver pulito tutta la superficie del pavimento in legno con un panno inumidito di solvente a cera. Dopo l’applicazione della cera si procede con la classica lucidatura.

Si consiglia di avvalersi del supporto di personale qualificato per procedere con tali interventi di manutenzione.

Manutenzione dei parquet trattati a olio.

La pulizia dei parquet trattati a olio va eseguita esattamente come per i parquet verniciati. In un secondo momento e attenendosi alle istruzioni del fabbricante, va applicata della cera liquida per parquet trattati ad olio. Il pavimento può essere poi finito con la lucidatrice o con un panno di fibre naturali.

I pavimenti in legno che risultano particolarmente sollecitati potranno essere protetti con apposito olio per la manutenzione.

Si consiglia di avvalersi del supporto di personale qualificato per procedere con tali interventi di manutenzione.

Quanto può durare un parquet?

In un’abitazione normale, con un numero di 4/5 persone, il parquet può durare anche più di cent’anni. Sia che si tratti di parquet tradizionale che di parquet prefinito. A tale proposito e a dimostrazione della straordinaria durata dei pavimenti n legno, va ricordato che nei palazzi storici esistono pavimenti antichi, trattati a cera e senza verniciatura, ancora accettabili.

La differenza tra parquet tradizionale e parquet prefinito.

Per “parquet monostrato” o “tradizionale” si intende un pavimento realizzato con elementi costituiti da un unico strato della stessa specie legnosa.
Il “parquet stratificato” o “prefinito” è invece la pavimentazione costituta da elementi multistrato, ossia composti da due o più strati di legno diverso, di cui quello di calpestio o nobile realizzato in legno massiccio.
Per parlare infine di “parquet”, lo strato nobile del pavimento deve avere uno spessore non inferiore a 2,5 millimetri.

La finitura.

La finitura è il trattamento delle superfici di un semilavorato con vernice o impregnante. Impiegata per proteggere, personalizzare il colore o valorizzare le caratteristiche decorative della specie legnosa scelta, indica anche le operazioni di calibratura e levigatura che precedono i suddetti trattamenti.

I principali trattamenti sono:

  • IL TRATTAMENTO A VERNICE

    I “prefiniti” vengono forniti già verniciati. La particolare tecnica di finitura dello strato nobile calpestabile prevede:

Questo garantisce al prodotto una notevole durezza e resistenza all’usura, rendendo il pavimento praticamente eterno. L’essicazione della vernice in particolari forni a raggi UV rende il prefinito un pavimento fruibile e calpestabile immediatamente dopo la posa in opera.

Parquet prefinito verniciato.

  • IL TRATTAMENTO A CERA

    Le cere per pavimenti di legno sono composte da cere sintetiche e naturali, il più delle volte sciolte in miscele di solventi o disperse in acqua. Fornite sotto forma di paste più o meno viscose o in dispersioni fluide, sono trasparenti o leggermente colorate per regalare particolari sfumature o tonalità al legno trattato.

Caratteristica principale del trattamento a cera è quella di non creare un film uniforme sulla superficie del legno, rispettandone l’aspetto naturale. La protezione di questo trattamento è limitata, per questo va ripetuta nel tempo.

Parquet prefinito trattato a cera.

  • IL TRATTAMENTO A OLIO

    Gli oli impiegati per il trattamento dei pavimenti in legno sono costituiti da miscele di oli siccativi naturali, mixati con cere e resine di varia natura. Solitamente sciolti in solventi organici, possono essere dispersi in acqua. Il loro indurimento avviene sia per evaporazione dei solventi che per reazione chimica all’ossigeno atmosferico, generalmente accelerata con l’utilizzo di opportuni additivi a base di sali metallici.
    Il trattamento a olio non forma un film superficiale, ma produce una sorta di impregnazione del legno, rispettandone e valorizzandone l’aspetto naturale.

Parquet prefinito trattato a olio.

E’ migliore la finitura ad olio o quella a vernice?

La scelta della finitura è molto soggettiva: dipende dal risultato estetico e dalle sensazioni che si vogliono ottenere dal proprio parquet. La finitura a olio regala al pavimento in legno un effetto di grande naturalità, mentre quella a vernice mette in evidenza e valorizza le tonalità, i cromatismi dei tessuti legnosi. Al di là dell’aspetto estetico, però, la finitura deve anche garantire le performance funzionali del parquet. In generale, visto che l’olio richiede più cura e manutenzione, molto spesso si opta per la finitura a vernice.

Quando è il momento di posare il parquet?

È possibile procedere con la posa in qualsiasi momento, l’importante è che il sottofondo sia compatto e asciutto, con un tasso di umidità inferiore all’1,5%. Oltre a questo, tutti gli infissi devono essere montati e funzionanti, le opere murarie terminate, gli impianti elettrici e idraulici perfettamente attivi. La temperatura ambientale non deve essere inferiore ai 10 gradi e l’umidità relativa dell’aria compresa fra il 45 e il 60%. Anche la posa e la lucidatura di altri pavimenti confinanti, ceramici o in altro materiale, devono essere già avvenute, così come la finitura e la verniciatura dei soffitti, la preparazione delle pareti.

Cosa sono i pavimenti in laminato e melaminico?

I pavimenti in laminato non hanno nulla a che fare con i pavimenti in legno: rispetto ai più nobili e pregiati parquet, infatti, sono dei rivestimenti di tipo decorativo che, sfruttando l’esistenza delle resine melamminiche applicate sulla loro facciavista, “sfoggiano” un aspetto molto simile a quello dei pavimenti in legno. Costruiti con materiali di supporto derivati dal legno, come truciolari, MDF o HDF, sono molto sensibili ad eventuali variazioni di umidità ambientale.

La resistenza all’usura del pavimento laminato è certamente maggiore rispetto ad una superficie lignea, ma non potrà mai dirsi giustificata per un normale uso in abitazioni civili, dove sono comunque richiesti requisiti qualitativi che solo il legno, con la sua naturalità e genuinità, può offrire. Non solo: il parquet in legno è più resistente rispetto al parquet laminato e anche rispetto ad una superficie di ceramica che, urtata inavvertitamente da un corpo duro, può scheggiarsi e frantumarsi in più parti.

Che cos’è l’MDF (Medium Density Fibreboard)?

L’MDF (Medium Density Fibreboard), conosciuto anche come Medium Density è la struttura del parquet in laminato ossia il materiale principale con cui sono costituiti i pavimenti in laminato che poi utilizzano appunto laminato plastico o melaminico come materiali di finitura.

Con l’acronimo MDF si intende un derivato del legno: un pannello di fibra a media densità prodotto per via secca, normalmente realizzato utilizzando un adesivo a base di urea-formaldeide. L’MDF, che è molto diffuso, fa parte della famiglia dei “Pannelli di Fibra”, famiglia che si suddivide in tre categorie distinte in base al processo impiegato e alla densità: bassa (LDF), media (MDF) e alta (HDF).

Articolo tratto da berti.net